Solo 1 genitore su 10 ha paura dei social. Sono i contenuti inadeguati ai bambini a preoccupare mamma e papà

Osservatorio di MyEdu sulla didattica digitale: sempre di più i genitori che affiancano i figli in attività didattiche online; l’inglese sorpassa la matematica tra le materie per le quali si cerca aiuto sul web 

 

Ragazzi molto più connessi dei propri genitori e spesso senza supervisione degli adulti – questo ormai non stupisce. Il dato più interessante va cercato piuttosto nel gap tra gli spauracchi dei giorni nostri e la percezione dei genitori: social network e fake news non fanno già più paura. Ma il dato è dovuto al superamento consapevole del problema o una mancanza di informazione da parte dei genitori? Ecco i risultati dell’Osservatorio di MyEdu sulla didattica digitale, appuntamento annuale con l’indagine condotta da FME Education nell’ambito del progetto MyEdu School. 

  • Internet: il 5% dei genitori è online solo poche volte al mese

 

Se rapportato alla quotidiana lotta per il controllo dei “Giga”, alla spasmodica ricerca di connessioni Wi-Fi free o alla fobia di rimanere “senza campo”, questo dato risulta sorprendente. Eppure, mentre il 75% dei genitori è always on – sempre connesso -, c’è ancora uno zoccolo duro di genitori che accede a internet solo qualche giorno al mese: sono 5 su 100.

  • Online con i genitori? Anche no!

 

La sicurezza in rete è un tema caldo, e lo è ancora di più quando si tratta di utenti minorenni. Non stupisce quindi che il 72% dei genitori accompagni i figli nella navigazione. Eppure, quasi la metà dei ragazzi in età scolare (47%) accede al web in autonomia – nella maggior parte dei casi per guardare video, cartoni animati e utilizzare i giochi online.

Man mano che i ragazzi crescono, acquisiscono indipendenza anche sul web. La propensione a lasciare usare internet ai propri figli senza supervisione è naturalmente proporzionale all’età: passiamo dal 23% al primo anno della primaria per arrivare all’84% al terzo anno della secondaria di primo grado.

  • Largo alle attività educative

 

Il dato rilevante è che sono sempre di più i genitori che scelgono il web come risorsa per affiancare il proprio figlio in attività formative: se la metà vi dedica solo 3 giorni al mese, il 4% dichiara di svolgere attività didattiche online con i propri figli addirittura tutti i giorni, mentre il 33% più volte alla settimana. 

  • Social network e fake news non fanno più paura. Ma i “malintenzionati” sì!

 

Ciò che preoccupa i genitori è innanzitutto che i figli accedano a contenuti non adeguati alla loro età (43%). Ma ecco il dato forse più sorprendente dell’indagine: tra le mamme e i papà, solo una minima parte (9%) teme pericoli connessi al mondo dei social network, ma quasi 4 su 10 (36%) hanno paura che il proprio figlio o la propria figlia entrino in contatto con “malintenzionati”. Forse questa contraddizione dipende dal fatto che le dinamiche dei social media sono ancora avvolte in una nebulosa informativa per tanti genitori? 

Un altro dato che fa emergere profonde riflessioni è che il fenomeno delle fake news non sembra preoccupare i genitori italiani: solo l’8% dei genitori percepisce il reale pericolo delle informazioni inattendibili trasmesse dal web, nonostante si tratti di un trend in crescita.

  • Can you help me? A sorpresa inglese batte italiano e matematica 

 

Non solo calcoli e tabelline: la disciplina per la quale papà e mamma chiedono più aiuto alla tecnologia è l’inglese! 4 genitori su 10 ritengono infatti che i propri figli abbiano bisogno di maggior supporto nello studio della lingua inglese, mentre la matematica si posiziona seconda con il 29% delle richieste e l’italiano sale sul terzo gradino del podio con il 27%. 

Alle secondarie, oltre all’inglese, i genitori chiedono aiuto al web anche per la seconda lingua straniera: una richiesta espressa dal 7% degli intervistati.

  • Il paracadute digitale per seguire meglio i propri figli nello studio? Portali online e app didattiche

Alla domanda “Che cosa vi potrebbe essere utile per seguirli al meglio nello studio?” la risposta è tutta tecnologica: sul primo gradino del podio troviamo un portale online con attività interattive e video lezioni (34%); le app didattiche si posizionano al secondo posto con il 25% delle preferenze; in terza posizione un ambiente chiuso e protetto (21%) dove i ragazzi possano navigare in sicurezza. Al quarto posto troviamo un sistema per monitorare le attività svolte e i traguardi raggiunti (14%); molto più bassi i voti per l’educatore di supporto, che guadagna solo il 6% delle preferenze.

 

 

 

MyEdu

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Per informazioni: https://myedu.it/; www.fmeeducation.it.

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